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Mano di Dio (Y. Kim)

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"Mano di Dio", olio su tela dell'artista coreano Youngsung Kim (collezione privata)

La via dei lamenti (Botero)



La Via Crucis di Fernando Botero (1932), è un messaggio allegorico e un graffiante strumento per mettere a nudo la sofferenza patita in ogni tempo. Nobile prototipo di arte quella di Botero per raccontare un momento storico e immortalare suggestioni e consapevolezza per le discendenze future.

I quadri di Fernando Botero con le rotonde forme extra-large, il trascendere nell’illusorietà propagano intensi turbamenti, naturale conseguenza di una evoluzione creativa profondamente travagliata. E’ lo stesso Botero, in conclusione, ad illuminarci parafrasando Francis Bacon che” Non esiste bellezza eccellente che non abbia qualche stranezza nelle proporzioni”, 

27 dipinti ad olio e 34 disegni realizzati nel 2011 e donati dall’artista al Museo di Medellin, sua città natalehttp://www.katarte.it/2015/03/la-passione-di-cristo-nella-via-crucis-di-botero/

Natività (Rupnik, Roma)

Nativité, chapelle des jésuites, Rome

Nativité. chapelle des Jésuites, St Pierre Canisius, Rome © Aimable concession du P. Marko Rupnik, Centro Aletti, Rome.
 
Giuseppe sta dietro, come una colonna, e guarda in alto, contemplando il vero Padre del Bambino.
Nelle antiche immagini, che certamente anche Ignazio avrà visto, Giuseppe era sempre un po' appartato, con il bastone - la radice di Iesse, seccata, che comincia a germogliare.
Nelle antiche immagini c'erano poi due serve che lavavano il bambino, come sempre si fa ad ogni nascita, per dimostrare che è vero uomo.
Ad Ignazio di Loyola, forse vedendo qualche immagine del genere, è venuta un'interessante ispirazione, più spirituale che strettamente dogmatica, cioè la nostra partecipazione al processo dell'incarnazione. Nella sua meditazione sull'incarnazione, mette questa serva dentro la grotta, per servire la Madonna, il Bambino Gesù, ed essere a disposizione per qualsiasi cosa fosse necessario fare.
Ignazio di Loyola fa vedere la scena, invitando a pensare che lì ci sono Giuseppe, Maria, il Bambino e la serva. Poi dice: anch'io vorrei essere un umile servo, piccolo e inutile, che si mette lì, disponibile a fare qualcosa. La serva pertanto si presta a fare il passaggio tra i santi personaggi e l'umanità: da un lato partecipa, aiuta la Madonna, avvolge il Bambino in fasce, ma con l'altra mano coinvolge chi guarda, invita a fare lo stesso.
Il mosaico è fatto in modo che, stando accanto alla serva, cioè partecipando al suo atteggiamento, si riesce a vedere lo sguardo del Bambino, cioè mettendosi a disposizione di Dio, prima o poi si incontrerà il suo sguardo.
E noi siamo guardati da due volti di donne: dalla Madre di Dio e dalla serva che ci coinvolge.
 

Estratto da : www.centroaletti.com
 

Natività (Rupnik, Lenno-Como)





Mosaico  realizzato da Marko Rupnik presso la Casa di Spiritualità delle Suore Adoratrici del Santissimo Sacramento di Lenno (Como). 

Il cammello nella cruna dell'ago (Kush e Wigan)

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Vladimir Kush "Eye of the needly" 2012 Glicee su tela 78 x 99 cm Jacob Art Gallery, Oakville, Ontario
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Willard Wigan "Nine Camel in the eye of the needly", 2010, Microscultura tecnica mista, mm 0,005 Collezione Privata

La cruna dell'ago e la vera strada da percorrere

La donna al pozzo di Giacobbe (Koder)

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Sieger Koder, Die frau am Jakobsbrunnen (La donna al pozzo di Giacobbe) olio su tela, 2001, Museo Ellwange Bild und Bibel 

La chiamavano Santa Maritana, nella Lombardia di un secolo fa. Non era difficile, all’inizio della quaresima, incontrarla per le strade e la contrade. Era una bambina, di solito, a impersonarla, mentre un altro bambino interpretava Gesù, entrambe ingaggiavano un dialogo davanti alle porte di casa, nei cortili, e la gente correva a guardare questa sorta di Vangelo vivo, rieditato dai piccoli per far meditare i grandi. Nessuno si è mai scandalizzato per la storpiatura del nome, tanto il popolo l'aveva già canonizzata da un pezzo, quella samaritana giovannea che lasciati anfora e mariti si era messa ad annunciare a tutti il Salvatore. Oggi conosciamo tutto di quella donna di Samaria, ma ci siamo dimenticati il Vangelo che ella annuncia: la gloria di un Dio Trino che vuole entrare in relazione con l'uomo e lo salva dentro un miracolo di grazia e di comunione. La Santa Maritana, finita la sua diatriba con Gesù, riscuoteva da tutti i presenti un piccolo obolo: erano gli ultimi dolciumi, residuo di un carnevale appena passato, o qualche spicciolo per rifare il tetto della chiesa. Così, preghiera, elemosina e penitenza, i capisaldi della quaresima, si vivevano in diretta, guidati dai bambini. Oggi l'individualismo ci ha bloccato dentro le nostre villette a schiera dagli ingressi nascosti, dentro gli interminabili piani di palazzi dalle porte anonime, di modo che nessun Vangelo in scena turbi le coscienze. Un dipinto di un pittore tedesco, scomparso di recente, ci racconta bene l’esperienza di questa Samaritana post contemporanea. Il sole è allo zenit, per i Vangelo, come per Sieger Köder. 

Giobbe attende da Dio una risposta (Koder)


KSA Sieger Köder (nato in Wasseralfingen - Stoccarda – il 3 gennaio 1925) 
Giobbe attende da Dio una risposta (Collezione Privata)

Proprio al beato Giobbe si riferisce un’opera di Sieger Köder, sacerdote tedesco, vivente. A differenza di altri artisti, come William Blake o, prima ancora il de Ribera e tanti altri, Köder non ci fa vedere nulla di Giobbe; non lo ritrae seduto sulla cenere con un coccio in mano per grattarsi le piaghe: di Giobbe, Köder, ci mostra solo il volto, intensissimo e orante.