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Natività (de la Tour)


Georges de la Tour (1593-1652), The New-born (1640s), Oil on canvas, 76 x 91 cm, Muse des Beaux-Arts, Rennes.

Natività con i santi Lorenzo e Francesco d'Assisi (Caravaggio)

Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d'Assisi

“La Natività” è stata dipinta con tecnica ad olio su tela (298 x 197 cm) nel 1609, e non si sa dove attualmente si trovi, essendo stata trafugata nel 1969 dalla chiesa di San Lorenzo a Palermo. Il quadro fu commissionato nel 1609 dalle compagnie dei Cordiglieri e dei Bardigli e subito realizzato nel brevissimo soggiorno palermitano del Caravaggio. Nella tela è raffigurata la Natività con un’autentica narrazione realistica che rende “palpabile” la scena. Ogni personaggio è colto in un atteggiamento spontaneo: San Giuseppe ci volge le spalle ed è avvolto in uno strano manto verde. La figura a sinistra è San Lorenzo. La Madonna, qui con le sembianze di una donna comune, ha un aspetto estremamente malinconico, e forse già presagisce la fine del figlio, posto sopra un piccolo giaciglio di paglia. La testa del bue è chiaramente visibile, mentre l’asino si intravede appena. Proprio sopra il bambino vi è un angelo planante, simbolo della gloria divina. Ciò che conferisce particolare drammaticità all’evento è il gioco di colori e luci che caratterizzano questa fase creativa del pittore.

https://it.wikipedia.org/wiki/Nativit%C3%A0_con_i_santi_Lorenzo_e_Francesco_d'Assisi

La Natività di Lorenzo Lotto



Lorenzo Lotto, Nativita', 1523, Washington, National Gallery of Art

Nel 1523 Lotto dipinge “La Natività”, una piccola tavola (cm 46 x 36) conservata alla National Gallery of Art di Washington. Lorenzo Lotto in questo periodo stava per finire il soggiorno bergamasco, un periodo che occupa l’arco di anni compresi tra il 1512 e il 1525, che è caratterizzato da un ‘misticismo affettivo’ e da un senso magico infuso nelle opere grazie all’utilizzo della luce. La Natività, destinata a un’abitazione privata, date le piccole dimensioni, è un quadro pensato per la devozione di una famiglia. Nel dipinto i santi personaggi sono collocati in primo piano, tanto da porre l’osservatore, in una posizione privilegiata. Non guardiamo dentro da fuori, la scena è vista dall’interno; si dà una condizione di intimità del fedele con il mistero che si rivela.
Vedi anche: http://www.gliscritti.it/arte_fede/llotto/llotto.htm

Adorazione del Bambino di palazzo Medici (Lippi)

Adorazione del Bambino di palazzo Medici
L'Adorazione del Bambino di palazzo Medici è un'opera, tempera su tavola (129.5x118.5 cm) di Filippo Lippi, realizzata tra il 1458 e il 1460 e oggi conservata Gemäldegalerie di Berlino. Nella collocazione originale, la Cappella dei Magi di palazzo Medici-Riccardi, si trova oggi una copia antica del dipinto, dello pseudo Pier Francesco Fiorentino.
https://it.wikipedia.org/wiki/Adorazione_del_Bambino_di_palazzo_Medici

"La Natività" di Albrecht Dürer

Albrecht Dürer: Albrecht Dürer: Altare di Paumgartner - La Natività

“La Natività” è un dipinto di Albrecht Dürer, appartenente al trittico dell’Altare di Paumgartner, realizzato (con aiuti) con tecnica a olio su tavola nel 1504, misura 155 x 126 cm. ed è custodito nella Alte Pinakothek a Monaco.
Nel fondo viene raffigurato l’annuncio dell’angelo ai pastori. In basso, a sinistra, vengono identificati tre componenti della famiglia patrizia sveva dei Paumgartner (Martin, morto nel 1478 con i propri figli Stephan e Lucas) e un anziano offerente (con la barba), il cui stemma – interpretato in vari modi per quello dei Paumgartner [“DH” 1910] – dovrebbe essere, secondo von Schmelzing, un prozio di Martin (‘MJBK” 1937-38), che più tardi sposò la sua vedova. Sul lato opposto viene identificata Barbara, la moglie di Martin, morta nel 1494, con le proprie figlie Barbara e Maria.
I Tietze (1928 e 1937], che raffrontarono le strutture compositive dell’opera con la pittura italiana, presuppongono che abbia collaborato alla realizzazione dell’opera Hans Schaufelein, il quale si ispirò abbondantemente a Dürer nella propria “Adorazione dei Magi” (Innsbruck, Ferdinandeum).


"Adorazione del Bambino di Annalena" di Filippo Lippi


Adorazione del Bambino di Annalena, 1455 circa, cm. 137 x 134, Galleria degli Uffizi, Firenze.
L'Adorazione del Bambino di Annalena (Adorazione del Bambino con i santi Gerolamo, Maddalena e Ilarione) è un dipinto tempera su tavola (137x134 cm) dal pittore italiano Filippo Lippi, realizzato all'incirca nel 1453 e conservato nella Galleria degli Uffizi di Firenze.
https://it.wikipedia.org/wiki/Adorazione_del_Bambino_di_Annalena

NATIVITA' di Filippo Lippi





L'opera, proveniente dal Museo Civico di Prato, è una delle più interessanti della bottega di Filippo Lippi, e fu realizzata presumibilmente attorno al 1456. La tavola rappresenta la Sacra Famiglia con san Giorgio e san Vincenzo Ferrer e, in secondo piano, figure di angeli, pastori e musici, inseriti in uno sfondo naturalistico finemente descritto. L'opera rivela l'interesse dell'artista per un tema su cui ritorna più volte, dando particolare risalto, in quest'occasione, all'Adorazione del Bambino. In ciò si coglie il rapporto con il testo tardo trecentesco delle Rivelazioni di Santa Brigida di Svezia: la Vegine è inginocchiata davanti al Bambino, avvolto in fasce e adagiato direttamente sul manto della madre, il cui delicato volto riprende le sembianze di Lucrezia Buti, la bellissima monaca amata da Fra' Filippo Lippi. La presenza di san Giuseppe, assorto e concentrato in preghiera, e delle eleganti figure di san Giorgio e di san Vincenzo Ferrer, pare avvalorare una concezione nuova nell'iconografia della Natività, in connessione anche con la predicazione domenicana dell'epoca. 

Natività di Gesù (Giotto, Assisi)

La Natività affrescata da Giotto nel transetto destro della Basilica inferiore di San Francesco d'Assisi (1313 circa)

L’affresco è l’unico al mondo dove viene rappresentato un presepe con due bambinelli a esprimere, alla luce di una lettura spirituale, la natura di Cristo: umana e divina. Il lato divino Giotto lo racconta attraverso il blu che splende nella notte di Betlemme. L’artista sfonda, allarga e dilata la sua narrazione consapevole di raccontare una storia vera, non una favola. Un uso del blu che commuove e cattura chiunque, pellegrino o turista. Chi entra nelle basiliche ne rimane affascinato. Un colore profondo, luminoso e soprattutto regale e reale. Il cielo di Giotto getta sulle rappresentazioni una luce radiosa, rendendole pure e senza scorie. Questo per avvicinare l’uomo alle verità che sta raccontando, una verità che emerge da sguardi e gesti tutti puntati su Gesù: è la pupilla spalancata, curiosa e saziata di Giotto.

Adorazione dei pastori (Mantegna)


L'Adorazione dei pastori è un dipinto, tempera su tavola trasferita su tela (40x55,6 cm), di Andrea Mantegna, databile al 1450-1451 circa e conservato nel Metropolitan Museum of Art di New York.

Natività (Rupnik, Roma)

Nativité, chapelle des jésuites, Rome

Nativité. chapelle des Jésuites, St Pierre Canisius, Rome © Aimable concession du P. Marko Rupnik, Centro Aletti, Rome.
 
Giuseppe sta dietro, come una colonna, e guarda in alto, contemplando il vero Padre del Bambino.
Nelle antiche immagini, che certamente anche Ignazio avrà visto, Giuseppe era sempre un po' appartato, con il bastone - la radice di Iesse, seccata, che comincia a germogliare.
Nelle antiche immagini c'erano poi due serve che lavavano il bambino, come sempre si fa ad ogni nascita, per dimostrare che è vero uomo.
Ad Ignazio di Loyola, forse vedendo qualche immagine del genere, è venuta un'interessante ispirazione, più spirituale che strettamente dogmatica, cioè la nostra partecipazione al processo dell'incarnazione. Nella sua meditazione sull'incarnazione, mette questa serva dentro la grotta, per servire la Madonna, il Bambino Gesù, ed essere a disposizione per qualsiasi cosa fosse necessario fare.
Ignazio di Loyola fa vedere la scena, invitando a pensare che lì ci sono Giuseppe, Maria, il Bambino e la serva. Poi dice: anch'io vorrei essere un umile servo, piccolo e inutile, che si mette lì, disponibile a fare qualcosa. La serva pertanto si presta a fare il passaggio tra i santi personaggi e l'umanità: da un lato partecipa, aiuta la Madonna, avvolge il Bambino in fasce, ma con l'altra mano coinvolge chi guarda, invita a fare lo stesso.
Il mosaico è fatto in modo che, stando accanto alla serva, cioè partecipando al suo atteggiamento, si riesce a vedere lo sguardo del Bambino, cioè mettendosi a disposizione di Dio, prima o poi si incontrerà il suo sguardo.
E noi siamo guardati da due volti di donne: dalla Madre di Dio e dalla serva che ci coinvolge.
 

Estratto da : www.centroaletti.com
 

Natività (Rupnik, Lenno-Como)





Mosaico  realizzato da Marko Rupnik presso la Casa di Spiritualità delle Suore Adoratrici del Santissimo Sacramento di Lenno (Como). 

Natività di Gesù (Giotto)

Natività di Gesù
La Natività di Gesù è un affresco (200x185 cm) di Giotto, databile al 1303-1305 circa e facente parte del ciclo della Cappella degli Scrovegni a Padova. È compresa nelle Storie di Gesù del registro centrale superiore, nella parete destra guardando verso l'altare.
https://it.wikipedia.org/wiki/Nativit%C3%A0_di_Ges%C3%B9_(Giotto)


Giotto ha riempito di sguardi il Natale degli Scrovegni: lo sguardo del bimbo che incontra quello della madre, quelli della levatrice e del bue. Sopra occhieggiano gli angeli e sotto il gregge.

Natività mistica di Gesù (Sandro Botticelli)

File:GBR Londra NationalGallery S.Botticelli NativitaMisticaGesu 1501.JPG
La Natività mistica di Gesù è un dipinto, eseguito nel 1501 (negli ultimi mesi del 1500secondo il calendario fiorentino), a tempera su tela, da Alessandro Filipepi, detto Sandro Botticelli (1445 - 1510), conservato presso la National Gallery di Londra.
http://it.cathopedia.org/wiki/Nativit%C3%A0_mistica_di_Ges%C3%B9_(Sandro_Botticelli)