Georges de la Tour (1593-1652), The New-born (1640s), Oil on canvas, 76 x 91 cm, Muse des Beaux-Arts, Rennes.
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Natività (de la Tour)
Georges de la Tour (1593-1652), The New-born (1640s), Oil on canvas, 76 x 91 cm, Muse des Beaux-Arts, Rennes.
Adorazione dei Magi (Velázquez)
Adorazione dei Magi è un dipinto a olio su tela (203x125 cm) realizzato nel 1619 dal pittore Diego Velázquez. È conservato nel Museo del Prado.
https://it.wikipedia.org/wiki/Adorazione_dei_Magi_(Vel%C3%A1zquez)
Natività con i santi Lorenzo e Francesco d'Assisi (Caravaggio)
“La Natività” è stata dipinta con tecnica ad olio su tela (298 x 197 cm) nel 1609, e non si sa dove attualmente si trovi, essendo stata trafugata nel 1969 dalla chiesa di San Lorenzo a Palermo. Il quadro fu commissionato nel 1609 dalle compagnie dei Cordiglieri e dei Bardigli e subito realizzato nel brevissimo soggiorno palermitano del Caravaggio. Nella tela è raffigurata la Natività con un’autentica narrazione realistica che rende “palpabile” la scena. Ogni personaggio è colto in un atteggiamento spontaneo: San Giuseppe ci volge le spalle ed è avvolto in uno strano manto verde. La figura a sinistra è San Lorenzo. La Madonna, qui con le sembianze di una donna comune, ha un aspetto estremamente malinconico, e forse già presagisce la fine del figlio, posto sopra un piccolo giaciglio di paglia. La testa del bue è chiaramente visibile, mentre l’asino si intravede appena. Proprio sopra il bambino vi è un angelo planante, simbolo della gloria divina. Ciò che conferisce particolare drammaticità all’evento è il gioco di colori e luci che caratterizzano questa fase creativa del pittore.
https://it.wikipedia.org/wiki/Nativit%C3%A0_con_i_santi_Lorenzo_e_Francesco_d'Assisi
Adorazione dei pastori (Rubens)

L'Adorazione dei pastori è un dipinto a olio su tela (300x192 cm) realizzato nel 1608 dal pittore Pieter Paul Rubens. Fu riconosciuto agli inizi del Novecento dal grande storico Roberto Longhi, che lo identificò anche come La notte. È conservato nella Pinacoteca civica di Fermo.
https://it.wikipedia.org/wiki/Adorazione_dei_pastori_(Rubens)
Pietà (Carracci)
Annibale Carracci, Pietà, 1600 ca. Olio su tela, 158×152 cm. Museo di Capodimonte, Napoli
È uno dei capolavori indiscussi di Annibale, e un esempio altissimo di quella sintesi tra Idea e Natura su cui si basa il classicismo carraccesco. La composizione si ispira esplicitamente al gruppo marmoreo della Pietà di Michelangelo in Vaticano, una monumentale piramide articolata intorno alla diagonale del Cristo. Il modello classico, però, non è mai ripreso dall’artista in maniera intelletualistica, come mera citazione culturale, ma sempre rivissuto con grande intensità emotiva. Così la forza plastica michelangiolesca si rinnova e si scioglie alla stesso tempo in un’immagine di struggente patetismo, anche grazie all’uso drammatico delle luci e del colore. Annibale restituisce al Cristo di Michelangelo il livore cadaverico e quel senso di totale abbandono alla morte che l’artista aveva voluto rappresentare nella diagonale scultorea del braccio.
Il ritorno del figliol prodigo (Guercino)

Il ritorno del figliol prodigo è un'opera pittorica realizzata da Giovanni Francesco Barbieri, soprannominato il Guercino, nel 1619 ed esposta a Vienna, nel Kunsthistorisches Museum.
https://it.wikipedia.org/wiki/Il_ritorno_del_figliol_prodigo
Cristo e l’adultera (Guercino)

Guercino (Giovanni Francesco Barbieri, 1591, Cento - 1666, Bologna), “Cristo e l’adultera”, 1621, Olio su tela, 98 x 122 cm, Collezione privata
Annunciazione (Caravaggio)
L'Annunciazione è un dipinto di Caravaggio realizzato nella fase tarda dell'attività dell'artista, forse in Sicilia o durante il secondo soggiorno napoletano, probabilmente commissionata dal duca di Lorena, in olio su tela (285x205 cm) nel 1609 circa. È conservato nel Musée des Beaux-Arts di Nancy (Francia).
https://it.wikipedia.org/wiki/Annunciazione_(Caravaggio)
"L'istituzione dell'Eucarestia'" (Rubens)
Arazzo "L'istituzione dell'Eucarestia'", Rubens, Museo diocesano di Ancona, 1630 circa
http://www.artemagazine.it/arte-classica-e-moderna/95238/expo-milano-arriva-un-rubens-nel-padiglione-santa-sede/
Vocazione di san Matteo (Caravaggio)
Vocazione di san Matteo è un dipinto realizzato tra il 1599 ed il 1600 dal pittore italiano Michelangelo Merisi detto Caravaggio. Si trova nella Cappella Contarelli, nella chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma.
https://it.wikipedia.org/wiki/Vocazione_di_san_Matteo
San Giovanni Battista (Caravaggio)
https://it.wikipedia.org/wiki/San_Giovanni_Battista_(Caravaggio)
San Giovanni Battista (talvolta chiamato San Giovanni nel deserto) era un soggetto molto frequente nella pittura di Michelangelo Merisi da Caravaggio (1571–1610), il quale realizzò almeno otto dipinti con questo tema (7 dedicati a San "Giovannino" adolescente).
1. Giovanni Battista, Toledo

L'attribuzione di questo dipinto a Caravaggio è discussa, dato che l'opera, realizzata nel 1598, viene spesso assegnata a Bartolomeo Cavarozzi, un giovane allievo. È conservata nella collezione del Museo Tesoro Catedralicio a Toledo (Spagna).
San Giovanni Battista (talvolta chiamato San Giovanni nel deserto) era un soggetto molto frequente nella pittura di Michelangelo Merisi da Caravaggio (1571–1610), il quale realizzò almeno otto dipinti con questo tema (7 dedicati a San "Giovannino" adolescente).
1. Giovanni Battista, Toledo

L'attribuzione di questo dipinto a Caravaggio è discussa, dato che l'opera, realizzata nel 1598, viene spesso assegnata a Bartolomeo Cavarozzi, un giovane allievo. È conservata nella collezione del Museo Tesoro Catedralicio a Toledo (Spagna).
Decollazione di san Giovanni Battista (Caravaggio)

La Decollazione di San Giovanni Battista è un dipinto di Caravaggio realizzato in olio su tela(361x520 cm) nel 1608. Grazie a questa opera Caravaggio ottenne l'onore della Croce di Malta. Quest'opera è conservata nell'Oratorio di San Giovanni Battista dei Cavalieri nella Concattedrale di San Giovanni a La Valletta (Malta).
https://it.wikipedia.org/wiki/Decollazione_di_san_Giovanni_Battista_(Caravaggio)
Sette opere di Misericordia (Caravaggio)
Le Sette opere di Misericordia è il soggetto di un dipinto del pittore italiano Michelangelo Merisi da Caravaggio, realizzato tra la fine del 1606 e l'inizio del 1607 e consegnato ai committenti il 9 gennaio di quell'anno. L'opera è conservata presso il Pio Monte della Misericordia di Napoli ed è la rappresentazione delle “sette opere di Misericordia corporali”.
https://it.wikipedia.org/wiki/Sette_opere_di_Misericordia
Sacra Famiglia a tavola
Scuola di Guido Reni, Sacra Famiglia a tavola, olio su tela, XVII sec. Quadreria Arcivescovile. Milano
Una bella tela della Scuola di Guido Reni ritrae la Sacra Famiglia a tavola. La scena è tenerissima e del tutto domestica: Gesù siede fra Giuseppe e Maria a una tavola rotonda, rimando alla dimensione eterna di quella mensa. Gesù e la Madonna vestono il medesimo colore rosso perché, come scrisse Tertulliano, Caro Christi, caro Mariae.
Cristo nella tempesta sul mare di Galilea (Rembrandt)
Cristo nella tempesta sul mare di Galilea (o anche solo Tempesta sul mare di Galilea) è un dipinto a olio su tela realizzato nel 1633 dal pittore olandese Rembrandt van Rijn e custodito nell'Isabella Stewart Gardner Museum di Boston fino al suo furto, avvenuto il 18 marzo 1990.
https://it.wikipedia.org/wiki/Cristo_nella_tempesta_sul_mare_di_Galilea
Gesù Bambino col cuore infiammato e ferito d'amore (Cano)
Alonso Cano, Gesù Bambino col cuore infiammato e ferito d'amore, Ego dormio, et cor meum vigilat, Olio su tavola, 1636-38, Meadows museum of Art, Dallas
Alonso Cano, pittore e scultore spagnolo, già nel 1636 dipinse una curiosissima immagine del Cuor di Gesù. Il divino infante siede con un abito grigio, frusto, segno di quel lenzuolo che lo avvolse nell’ultima ora e qui tinto nel grigiore della morte. Pare addormentato e a questa interpretazione ci dirige il titolo: Gesù Bambino col cuore infiammato, ferito d’amore, Ego dormio et cor meum vigilat. Sì, io dormo ma il mio cuore veglia: le parole della sposa del Cantico dei Cantici sono poste qui in bocca allo sposo, Cristo che, nel sonno della morte, veglia su tutte le nostre ferite. È evidente, del resto, la ferita del cuore sul quale Gesù siede, indicando così l’abbandono al suo destino in un’offerta senza ripensamento. Gli occhi benché chiusi ci vedono, scrutando le nostre risposte. Il dito mignolo non è nascosto dalla guancia con gli altri e pare già arrosato di quel sangue che avrebbe di lì a poco versato sulla croce. Di fronte a immagini simili Santa Teresa di Lisieux maturò la sua piccola via, educandosi a vivere nella profonda coscienza del proprio limite e nell’infinita confidenza verso la misericordia di Dio. Il manto verde, che Gesù Bambino trattiene con la mano destra, è simbolo di quella vita che, a differenza di noi, egli può dare e riprendere di nuovo. Così il fedele, pregando di fronte a tali immagini, era spinto a guardare le brutture della vita presente con la fiducia di essere custodito dallo sguardo e dall’amore del Salvatore il quale, a dispetto dell’apparente silenzio, continua a vegliare su di noi con la tenerezza di un padre e la forza salvifica del suo Sacrificio.
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