Mano di Dio (Y. Kim)

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"Mano di Dio", olio su tela dell'artista coreano Youngsung Kim (collezione privata)

Ultima cena (Andrea del Castagno)


"L'Ultima cena" è un dipinto autografo di Andrea del Castagno, appartenente al ciclo di affreschi del Cenacolo di sant'Apollonia, realizzato nel 1447, misura 975 x 453 cm. ed è custodito nell'ex omonimo monastero a Firenze.
http://www.frammentiarte.it/dal%20Gotico/andrea%20del%20castagno/03%20cenacolo%20di%20sant'apollonia%20-%20l'ultima%20cena.htm

https://it.wikipedia.org/wiki/Cenacolo_di_Sant%27Apollonia

(particolare)

Lavanda dei piedi (Giotto)

Lavanda dei piedi
La Lavanda dei piedi è un affresco (200x185 cm) di Giotto, databile al 1303-1305 circa e facente parte del ciclo della Cappella degli Scrovegni a Padova. È compresa nelle Storie della Passione di Gesù del registro centrale inferiore, nella parete destra guardando verso l'altare.
https://it.wikipedia.org/wiki/Lavanda_dei_piedi_(Giotto)

La via dei lamenti (Botero)



La Via Crucis di Fernando Botero (1932), è un messaggio allegorico e un graffiante strumento per mettere a nudo la sofferenza patita in ogni tempo. Nobile prototipo di arte quella di Botero per raccontare un momento storico e immortalare suggestioni e consapevolezza per le discendenze future.

I quadri di Fernando Botero con le rotonde forme extra-large, il trascendere nell’illusorietà propagano intensi turbamenti, naturale conseguenza di una evoluzione creativa profondamente travagliata. E’ lo stesso Botero, in conclusione, ad illuminarci parafrasando Francis Bacon che” Non esiste bellezza eccellente che non abbia qualche stranezza nelle proporzioni”, 

27 dipinti ad olio e 34 disegni realizzati nel 2011 e donati dall’artista al Museo di Medellin, sua città natalehttp://www.katarte.it/2015/03/la-passione-di-cristo-nella-via-crucis-di-botero/

Cristo e l’adultera (Guercino)



Guercino (Giovanni Francesco Barbieri, 1591, Cento - 1666, Bologna), “Cristo e l’adultera”, 1621, Olio su tela, 98 x 122 cm, Collezione privata

Il ritorno del figliol prodigo (Tissot)



James Tissot, Il ritorno del figliol prodigo (1882)

Quest'opera è la terza di un quartetto che narra la parabola del figliol prodigo.
Nella prima opera vediamo il figlio, fiero e altezzoso nella sua scelta di abbandonare il padre per vivere la propria vita, nell'atto di sottrargli un portafoglio, mentre il padre cerca con una sofferenza trattenuta di fargli cambiare idea.
Nel secondo quadro, il figlio è in Giappone: ci sono delle Geishe che danzano di fronte a lui, una è appoggiata alla sua schiena come se fosse stanca dei troppi festeggiamenti e lui brinda con del sake. Ma non c'è gioia nel suo sguardo, che non è rivolto né alle Geishe, né al liquore. È perso in un vuoto in cui comprende finalmente dove ha lasciato la vera gioia.
Nel terzo quadro, quello che vedete, torna in ginocchio dal padre, in un sincero gesto di umiltà, mentre il padre dimostra il suo immenso amore con quella carezza sulla testa del figlio.

https://plus.google.com/+AndreaBaldinazzo/posts/Auvv6Jg7Jpf?pid=6199126822283578722&oid=112469477642770397278&authkey=CJDF4vqR9pa33gE

La Madonna della Misericordia (Antonio da Fabriano)

Antonio da Fabriano, Madonna della Misericordia

Il dipinto, un olio e tempera su tavola, realizzato da maestro marchigiano intorno al 1470, è di proprietà dell’Istituto Toniolo di Milano ed è stato recentemente oggetto di un accurato intervento condotto dallo Studio di restauro Carlotta Beccaria & C.
L’opera rientra perfettamente in una tipologia di stendardi processionali dipinti su entrambi i lati, che risulta ampiamente diffusa nel Quattrocento marchigiano. Sul recto, appare la Madonna della misericordia che raccoglie sotto il suo manto uno stuolo di fedeli, rappresentativi della comunità fruitrice della tavola. Alla sua destra si stagliano in primo piano, emergendo dai numerosi copricapi colorati, un vescovo, che occhieggia da dietro il fusto della Vergine, un cardinale e un papa, cui fa seguito un signore di mezz’età e due membri di una confraternita, vestiti di bianco e incappucciati. Al laico fa specchio, sull’altro lato, una donna più giovane, verosimilmente la moglie, che si stacca dal gruppo delle altre devote e indossa un bell’abito rosso con le maniche aperte e pendenti, coerente con le tendenze della moda dopo la metà del Quattrocento.
Ai lati della Vergine si trovano San Sebastiano, trafitto da quattordici frecce, e un santo vescovo, non identificato da attributi specifici.

Discorso della montagna (Beato Angelico)

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Il Discorso della montagna è un dipinto murale, eseguito tra il 1438 ed il 1440 circa, ad affresco, da Guido di Pietro, detto Beato Angelico, ubicato nella cella 32 del dormitorio, al primo piano, nel Convento di San Marco, oggi sede del Museo Nazionale di San Marco di Firenze.
http://it.cathopedia.org/wiki/Discorso_della_montagna_(Beato_Angelico)

Giudizio Universale (Beato Angelico, Firenze)

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Il Giudizio Universale è una pala d'altare, realizzata tra il 14321435, a tempera su tavola, da Guido di Pietro detto Beato Angelico e bottega, conservato nel Museo Nazionale di San Marco a Firenze.
La forma insolita del dipinto deriva dalla singolare destinazione dell'opera, usata per decorare la cimasa del seggio del coro.
http://it.cathopedia.org/wiki/Giudizio_Universale_(Beato_Angelico)

Particolari: Paradiso
 

Inferno:

Gesù tentato (Kramskoj)

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I. KRAMSKOJ, Gesù tentato, olio su tela 1872, Galleria Tret’Yekov, Mosca
 
L’autore fissa il momento immediatamente successivo alle tentazioni.
Grazie alla particolare abilità dell’artista che ha utilizzato la prospettiva mettendo insieme una visione dal basso, in primo piano, con una veduta panoramica e illimitata dall’alto, si ha la sensazione di essere anche noi su quella montagna insieme con Gesù.
Il diavolo è stato appena buttato giù, è stato sconfitto!

La pesca miracolosa (Duccio)



La pesca miracolosa, dall'Apparizione di Cristo sul lago di Tiberiade, di Duccio di Buoninsegna, Museo dell'Opera del Duomo, Siena (1308-1311).